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| | La giornata del buttero iniziava molto presto, quando ancora era buio.
Secondo le mansioni che doveva svolgere nella giornata, il buttero sceglieva il cavallo più adatto fra i tre/quattro che aveva a disposizione. Il lavoro quotidiano generalmente consisteva nel giro d'ispezione a tutto il bestiame, che in gergo è detto richiesta. Grazie a questa ispezione erano controllati le punte, i gruppi di bestiame in cui era diviso l'allevamento. Il controllo riguardava il numero dei capi e il loro stato di salute, ma venivano anche esaminati gli stecconati, gli abbeveratoi e tutto quanto era di proprietà dell'azienda per la quale il buttero prestava il proprio servizio. |
Il lavoro del buttero variava secondo le stagioni: durante il periodo della monta i butteri dovevano controllare che non s'incrociassero fra loro animali della stessa linea di sangue, poi, in primavera, durante il periodo delle figliature, dovevano annotare ogni nascita e ogni eventuale segno caratteristico del vitello o del puledro appena nato.
Dopo le nascite, le vacche che avevano figliato erano separate, insieme ai vitelli, da quelle che erano rimaste sode (vacche non ingravidate) e portate in pascoli più ricchi dove erano controllate due volte al giorno per poi essere nuovamente spostate in un nuovo pascolo ogni volta che era esaurito. Questo era fatto per garantire ai vitelli la migliore alimentazione possibile fino al momento della spocciatura (separazione dei vitelli dalle madri).
Nella prima decade di aprile generalmente era fatto lo scarto delle vacche vecchie, non adatte alla riproduzione, con imperfezioni fisiche o che mal si adattavano alla vita brada. Queste erano lasciate a ingrassare nei pascoli per poi essere inviate al macello.
Per non rendere la spocciatura troppo traumatica i vitelli venivano, in un primo periodo, lasciati in un recinto adiacente a quello delle madri e controllati, soprattutto nelle ore in cui erano soliti fare la poppata, per evitare che si facessero male ammassandosi lungo gli steccati. Poi, una volta abituati, erano portati in pascoli buoni e generalmente verso marzo venivano separati i maschi dalle femmine infine, in genere nella seconda quindicina di maggio, periodo in cui l'animale ha già scafato (perso il pelo invernale) era effettuata la merca. |
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