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La Maremma è una vasta regione geografica che si estende dalla Toscana fino al Lazio affacciandosi sul Mar Tirreno. Il sommo poeta Dante Alighieri ne individuava i confini tra Cecina e Tarquinia (nel '300 conosciuta come Corneto):

"Non han si aspri né si folti
quelle fiere selvagge che 'n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi colti."

Dante. Inferno, XIII, 7.
Anche se la Maremma fu abitata fin dalla preistoria, come attestano i numerosi ritrovamenti paleolitici e neolitici, la sua vera storia comincia con la civiltà Etrusca; le prime città sorsero lungo le valli dei fiumi Fiora, Albegna e Ombrone. Nel III secolo a.C. i Romani, nella loro marcia di espansione verso nord, entrarono in conflitto con le città etrusche e le conquistarono una dopo l'altra, colonizzando il territorio e costruendovi strade, le più famose delle quali furono la Via Aurelia e la Via Clodia. Lasciarono invece privi di manutenzione e sistemi di drenaggio delle acque già praticati dagli Etruschi, favorendo così l'impaludamento della zona.
La Maremma divenne pressoché inabitabile già dagli ultimi secoli dell'impero, quando poi fu devastata dalle invasioni barbariche di Goti, Vandali e Longobardi.
Dall'862 si instaurò in Maremma prima il dominio degli Aldobrandeschi, quindi la Repubblica di Siena poi, nel 1555, fu il turo dei Medici, Signori di Firenze. E fu proprio Cosimo I dei Medici colui che, per primo, ideò per la Maremma una politica agraria tesa a favorire lo sviluppo del latifondo.
Tuttavia, il vero artefice della rinascita della Maremma fu il Granduca Leopoldo II, dai maremmani affettuosamente denominato "Canapone". Si deve a lui il primo successo nella lotta contro la palude ottenuto con la costruzione, nel 1830, del Canale Diversivo.
Entrata a far parte del regno d'Italia nel 1859, la Maremma si trovò ad affrontare alcuni gravi problemi come la bonifica delle zone ancora paludose, la colonizzazione di vasti territori e il brigantaggio che, soprattutto tra il 1865 e il 1900, preoccupò non poco le forze dell'ordine. Stoppa, Fioravanti, Menichetti, Tiburzi (alcuni fra i briganti più famosi) taglieggiavano i grandi proprietari terrieri in cambio di protezione e si nascondevano nelle impenetrabili macchie della Maremma.
Nel 1950, infine, le terre coltivabili della Maremma concesse a mezzadria, e appartenenti ai grandi proprietari, furono in parte espropriate a favore di nuove piccole aziende coltivatrici. Per gli "assegnatari" di questi nuovi poderi furono costruite le case di abitazione, le stalle, le strade interpoderali, gli acquedotti. La riforma agraria del dopoguerra segnò la fine di un'epoca, ma la "vecchia Maremma" non è ancora del tutto scomparsa, almeno per alcuni aspetti di ambiente e di costume.
 
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